Once upon a time, Industrial.

Once upon a time, Industrial.

Once upon a time, Industrial.

Industrial chic, Industrial design, Metal style, stile Urban, Factory design e tanti altri termini dall’eco modaiolo definiscono uno stile di arredamento che lontano dal mondo del fashion affonda le sue radici. 

I mobili, i complementi e gli oggetti che meglio lo rappresentano nascevano infatti con il solo obiettivo di essere utili agli operai nelle officine; funzionali, affidabili e duraturi nel tempo, adatti al mondo dei mestieri per il quale sono nati e nel quale sono stati utilizzati per anni.

Che poi la linearità delle forme, le patine di colore passate e ripassate sulle superfici di metallo e la forte personalità dei suoi pezzi abbiano conquistato l’attenzione e l’apprezzamento degli occhi più ricercati, è stata solo una pura conseguenza.

I primi ad accorgersi della grande potenzialità estetica furono, come molto spesso accade, gli americani. Negli anni ‘50 e ‘60 artisti e giovani studenti cominciarono ad occupare abusivamente fabbriche e depositi abbandonati che convertirono in atelier e in ampi spazi unici, quelli che oggi chiamiamo Loft. Fu così che pian piano il concetto di Industrial, inteso come produzione di serie funzionale, assunse quello più moderno di stile artistico decorativo.

Essenziale, minimal, lineare; ferro, vetro, acciaio e alluminio, i materiali che ne fanno da principi, il design industriale è uno stile che unisce l’utile al dilettevole, che ben si addice, ovviamente, agli ampi spazi dal sapore grezzo tipico dei Loft, ma anche (e per me soprattutto) ad ambienti più classici.

Un singolo pezzo di design Industriale dona carattere e fascino al luogo in cui viene inserito, ma di ben più prezioso, dona una storia. 

La sua storia, quella di un mobile, che seppur mobile sia, di vite passate può ben dire di averne vissute.

Larold

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Photo credits: Pinterest, NeoRetrò